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La filiale di Venezia-Mestre è stata inaugurata nel maggio 2013, terza apertura del Banco, situata nella splendida villa Cecchini-Pieropan di cui si riporta una breve scheda.

Recapiti:

Banco delle Tre Venezie Spa
Filiale di Venezia-Mestre
Via Miranese, 91
30174 Venezia (VE) Italy
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Fax : 041.5054320
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Villa Cecchini-Pieropan

Appena fuori il centro di Mestre, là ove la via Miranese si piega decisamente verso Sud imboccando il Cavalcaferrovia della Giustizia, nascosta da un parco fitto e maestoso, si trova all'angolo Sudest villa Cecchini Pieropan.
Di questa costruzione, come peraltro delle molte che costellano il territorio della terraferma veneziana, non si hanno notizie precise. E' strada obbligata, pertanto, rifarsi ai catasti storici per dare una datazione, seppure approssimativa, alla costruzione del manufatto ed una valutazione delle modifiche strutturali importanti successivamente intervenute.

Una attenta lettura architettonica — disegno dei corpi di fabbrica, analisi comparativa con manufatti della stessa epoca presenti nel territorio, possibile destinazione e uso delle singole parti, individuazione di elementi architettonici e dei materiali di costruzione, ecc. - può contribuire a dare informazioni sulle caratteristiche originali dell'opera e sulle modifiche subite nel tempo. Villa Cecchini Pieropan appare nel Catastico dello Scalfuroto (compilato attorno al 1780) come la costruzione più importante, per grandezza e per area di pertinenza, di tutto il Commun di Piraghetto.
Il complesso risulta formato da una grande costruzione oblunga, posta parallelamente alla via Miranese e costituita da un corpo centrale in linea, sulla fronte sud, con due ali laterali di minor profondità. L'ala est risulta poco più spessa ma più corta di circa la metà di quella ovest.
Una seconda costruzione di dimensioni più contenute, risulta localizzata poco più ad est e posta pressoché ortogonalmente alla prima.
Nel Catasto Napoleonico, versione modificata nel 1829 e 1837 e approvata nel 1846, i due corpi di fabbrica ricadono su due distinti fogli, il VII ed il XII rispettivamente.

Ciò rende difficile una lettura d'insieme del complesso, come risulta anche dall'unione dei due fogli. Dall'analisi delle mappe l'impianto originale sembra comunque rispettato, anche se il fabbricato principale risulta tutto in linea sulla fronte nord, mentre quello posto ad est sembra più allungato verso Sud. Dal sommarione, al numero 498 di mappale, veniamo a conoscenza che trattasi di Casa e corte da massaro, sita in località Piraghetto, di proprietà del Demanio Nazionale.
Il Catasto Austriaco sembra conservare le forme precedentemente riportate, anche se il corpo di fabbrica ad est risulta allungato verso sud.
Il catasto austroitaliano del 1841, aggiornato sino al 1852, non presenta modifiche rispetto al precedente austriaco, con eccezione del numero di mappale: 647.
Modifiche sostanziali si osservano invece nel Catasto Italiano del 1929, ove all'ala ovest del fabbricato principale, ortogonalmente alla stessa, appare annesso un nuovo corpo di fabbrica che si sviluppa verso Sud. Il nuovo corpo presenta una articolazione che sembra derivare dalla combinazione di piccole aggiunte successive.
Ulteriori marginali modifiche riguardanti l'ala ovest si osservano nel rilievo aerofotogrammetrico
del 1968.
Da un sopralluogo recentemente effettuato sono emerse le seguenti evidenze. Il complesso appare costituito da tre corpi di fabbrica coerenti e da un'ala, la più recente, di problematica interpretazione.
La villa, a due piani più sottotetto, è a base quasi quadrata e presenta una distribuzione interna rispettosa dei canoni delle ville campestri: salone centrale profondo quanto la villa e quattro stanze laterali (due per lato) nei primi due piani. L'architettura è sobria e rispettosa delle simmetrie; all'esterno la
costruzione non presenta fregi o decori di sorta. Interessanti appaiono le due piccole finestre poste a lato di ciascuno dei due ingressi nord e sud. Le due facciate principali sono eguali, salvo la presenza di controfinestre sulle facciate nord ed est e di una veranda in ferro e vetro sull'ingresso posto a nord. Sopra le fmestrature delle pareti nord ed est si osservano mensole parapioggia in materiale cementizio non presenti sul lato sud. Materiali e caratteristiche costruttive delle controfinestre e delle mensole fanno pensare ad opere eseguite presumibilmente nella metà del '900. La parete est presenta una asimmetria nella distribuzione dei fori che ipotizza la chiusura di una finestra al pianterreno.
Attualmente il manufatto principale risulta privato dell'ala est, mentre l'ala ovest, sensibilmente più bassa della villa, è èaratterizzata, sulla facciata sud, da cinque ampie e basse arcate, in parte parzialmente murate, in parte chiuse da verande in ferro e vetro.
Il corpo più recente, rilevato nel Catasto Italiano e nella mappa aerofotogrammetrica del 1968, si innesta sull'ala ovest occludendo completamente l'ultima arcata e metà della precedente. In pratica nasconde il 30% circa del porticato nonché la totalità della parete ovest dell'ala.
Non esiste disegno architettonico di quest'ultima struttura. Si tratta sicuramente del risultato di costruzioni aggiunte in tempi successivi nel corso del XX secolo, in modo casuale, talvolta precario, con materiali e modalità costruttive differenti, evidentemente al solo scopo di rispondere ad esigenze di spazio per alloggi e ricovero attrezzi. Il tutto incurante del rispetto delle linee architettoniche, sobrie ma eleganti della villa. Inoltre, l'incernieramento di questo manufatto con il preesistente ne deturpa l'insieme e soffoca l'antistante spazio a parco.
Escludendo il corpo di fabbrica posto ad est, recentemente restaurato, tutto il complesso necessita di urgente restauro conservativo.
E' auspicabile il recupero integrale della villa settecentesca e dell'attigua ala est, ripristinando il sistema di archi, abbattendo le parziali occlusioni e soprattutto eliminando la superfetazione, con l'eventuale recupero della relativa volumetria in altra parte dell'estesa area di pertinenza.
Un cenno va infine fatto sul superbo, seppure non esteso, parco che circonda il complesso. Si tratta di essenze arboree pregiate e di inusuali dimensioni, rarissime nel territorio mestrino, che vanno integralmente tutelate.