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Dal 23 marzo 2015 è aperta la Filiale di Vicenza ubicata in Corso Palladio all'interno di palazzo Bissari Malvezzi, nelle vicinanze di Piazza Castello.

Recapiti:

Banco delle Tre Venezie Spa
Filiale di Vicenza
Corso Palladio, 36
36100 Vicenza (VI) Italy
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Palazzo Bissari Malvezzi

All'inizio di Corso Palladio, prossimo a Piazza di Porta Castello, Palazzo Bissari Malvezzi è uno dei primi edifici che si presentano allo sguardo di chi percorre la più centrale e signorile via cittadina.
Dieci lesene corinzie di modulo gigante donano alla facciata un aspetto imponente ed elegante, e collegano visivamente gli ampi finestroni del piano nobile e del secondo piano. Un solido portone bugnato e una finestra-porta centinata, dalla quale si può uscire in un ballatoio affacciato sul Corso, pongono in risalto l'asse mediano dell'edificio. Nel prospetto, verso il cortile interno, si ha la bella sorpresa di poter ammirare quattro finestre di gusto rinascimentale, risalenti alle strutture più antiche. Delle originarie decorazioni rimangono, negli ambienti al pian terreno, alcuni soffitti lignei dipinti, mentre salendo per lo scalone con volta a botte e crociere sui pianerottoli si accede ai piani superiori.

I Bissari erano una delle più antiche e nobili famiglie dell'aristocrazia vicentina. La loro presenza in città è documentata sin dal XII secolo.
Scorrendo l'estimo catastale del 1563 si possono leggere registrati sotto il nome dei Bissari degli edifici situati all'inizio della "Strada Maggiore" - l'attuale Corso Palladio - dalla parte del Castello, ovvero l'attuale Piazza Castello che dall'antico castello scaligero prende il nome.
Sono indicate due costruzioni, una più grande di tre piani con portone centrale e, alla sinistra di questa, una minore di due piani: si tratta dell'antico nucleo del successivo palazzo.

La famiglia dei Bissari, casata di spicco già in ambito cittadino dove vari suoi membri ricoprirono diverse e importanti cariche pubbliche, vantava un legame particolare e privilegiato con una degli Stati più potenti dell'Europa di allora: la Corona di Francia.
Membro dell'Ordine dei Teatini - fondato dal vicentino S. Gaetano Thiene - egli venne nominato "confessore del Primo Ministro Cardinal Mazzarino e della Regina Madre. Negli anni la famiglia diventò molto potente e influente a corte, tanto che Il nipote di Angelo, Camillo Bissari ricevette il titolo di "gentiluomo ordinario della camera di Luigi XIV".

Proprio il Conte Camillo fu uno dei protagonisti della storia edilizia del palazzo di famiglia, egli infatti fu il promotore della ristrutturazione tardo seicentesca che diede all'edificio il suo aspetto attuale, come ricorda una iscrizione apposta sulla facciata. Un architetto probabilmente di origine francese, progettò l'imponente prospetto che possiamo ammirare oggi, con le sue eleganti e alte lesene che scandiscono ritmicamente la facciata alternandosi ai grandi finestroni del piano nobile e primo piano e con l'ampio ingresso sul Corso sormontato da un balcone centrale. Osservando il prospetto del palazzo in alcune immagini che raffigurano la città come appariva all'inizio del Settecento, si nota però che a quell'epoca l'originario progetto era stato realizzato solamente in parte e precisamente solo nella sua porzione destra, quella verso il Castello. La porzione sinistra, infatti, a causa di un bando della Repubblica di Venezia che aveva colpito il suo antico proprietario, era ancora ridotta a rovine ed inedificabile. Si dovette aspettare la fine della Serenissima, cioè il 1797, per poter procedere al completamento.

Tali particolari vicende hanno permesso la conservazione degli antichi ambienti quattrocenteschi dell'ala sinistra, riportati alla luce dal restauro che li ha liberati dagli strati di terreno e rovine che li celavano.
Durante l'Ottocento le sale di Palazzo Bissari ospitavano i quadri della collezione di Paolina Porto Godi, moglie di un membro della famiglia. La collezione, che annoverava capolavori di primaria importanza, fu poi donata al Comune di Vicenza e andò ad arricchire le sale del Museo Civico di Palazzo Chiericati, del quale costituisce ancora oggi uno dei nuclei più importanti.